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Teatro a Terni
di Anna Maria Bartolucci

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Autore:

Pagine:

Anno:

130

Genere:

2019

Teatro a TerniTeatro a Terni


Le due anime della ternanità

di Anna Maria Bartolucci


Il libro di Anna Maria Bartolucci è destinato a diventare una pietra importante nella ricostruzione della Terni del passato, quella dell’immediato dopoguerra e dei primi decenni successivi. Leggendolo scopriamo una città molto diversa da quella che vediamo oggi intorno a noi. Non parlo degli edifici, delle strade, ma delle persone, delle idee e dei propositi che le animavano. Prima di tutto la voglia di rinnovamento, di apertura ad esperienze artistiche e culturali importanti.

La città usciva dalla guerra “ferita, dolorante” ma con tanto desiderio di tornare a vivere. In prima linea i giovani che, pur impegnati nel lavoro e nello studio, davano vita con entusiasmo e passione ad esperienze teatrali diverse ed originali. Il teatro, infatti, era il luogo dove immaginare una realtà diversa, dove provare ad esplorare se stessi e il mondo, comunicare i propri sogni, le proprie emozioni. Scopriamo che i giovani che si cimentavano nella recitazione erano persone che abbiamo conosciuto in seguito come bravi medici, impiegati, personaggi della politica, professori. Nessuno di loro rinunciava ad impiegare il proprio tempo libero nell’esperienza esaltante di fare teatro.

Sono gli anni in cui, ci dice l’autrice, i teatrini a Terni “nascevano come fiori a primavera”; vi si metteva in scena di tutto: dalle commedie alle opere liriche, dai pomeriggi musicali a quelli poetici, coinvolgendo larghi strati della cittadinanza perché, accanto a un teatro colto, c’era quello popolare.
Era un teatro che si affidava alla bravura e alla generosità degli autori e degli attori, nel quale c’era posto per esperienze diverse, come quella di un teatro sperimentale diretto da Franco Molè. Vivace era anche il dibattito sul teatro, sull’arte e sulla cultura che coinvolgeva tanti giovani di allora, che, come ci avverte l’autrice, erano animati dall’amore per quello che facevano più che da una speranza di tornaconto economico.

L’autrice rievoca con appassionata partecipazione le vicende di quegli anni gloriosi, affidandosi alla memoria e ad una quantità di documenti amorevolmente raccolti e conservati, grazie ai quali possiamo “toccare con mano” la vivacità creativa della Terni di allora.

Un libro che si raccomanda a tutti coloro che vogliono conoscere il proprio passato per trarne incitamento per il futuro. Un libro su cui i nostri amministratori dovrebbero riflettere per affrettare il restauro e la riapertura del teatro Verdi che, costruito nel 1849, è stato uno dei più prestigiosi d’Italia e che da troppi anni è abbandonato e dimenticato.

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