Invito alla lettura


Il giardiniere
di Giuliano Malaguti

Home Catalogo

Antonio PappalardoAntonio Pappalardo nasce a Salerno il 21 novembre del 1965 in una famiglia di operai nello splendido centro storico. Immerso già da allora in ...

Viviana Rita SgorbiniViviana Rita Sgorbini è originaria di Arcola (SP) e vive a Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, con il marito Nicola (l’inventore ...

Gli autori
Inviti alla lettura
Alarico

Di Alarico, re dei Visigoti, ricordiamo tutti il sacco di Roma, uno dei tanti che barbari di vario genere, Galli, Unni, Goti fino ai più "moderni" lanzichenecchi, ...

Ultime pubblicazioni
Brevi racconti dell’arte umbra

Un’antologia di racconti che vuole proporre un nuovo metodo di divulgazione delle grandi opere artistiche del passato, o, ancora, di avvenimenti legati ai grandi personaggi della storia italiana. Nel caso specifico, l’intento ...

Autore:

Pagine:

Anno:

64

Genere:

2022

Il giardiniereIl giardiniere


di Giuliano Malaguti


“Il giardiniere seduto per terra/ sotto l’alloro/ guarda la serra/ le zolle date al seme/ i tagli delle rose/ con un pensiero/ che ogni giorno sia puro”

C’è tutta la poetica di Giuliano Malaguti in questi versi che alludono alla poesia come esercizio solitario che custodisce le memorie, gli affetti, la purezza dell’infanzia, mitica ma non esente dal dolore.

I ricordi affiorano alla coscienza del poeta ma filtrati, trasformati, privati della sofferenza: “poesia finita infinita piena/ che non contiene le mie pene”.

È una poesia che consola, nella quale possono rivivere coloro che non ci sono più. Dov’è il partigiano Reclus, la sorellina che ha dormito così a lungo “da entrare nuda nel sogno”? Dove il padre e la madre, i “fanciullini” all’altare, il bambino che saliva sulla sedia per recitare le sue poesie? “Di una foto al lago resto solo io”, la giovane famiglia “in festa” sembra perduta per sempre. In realtà sono tutti presenti, nella dimensione del sogno, nella “serra” del giardiniere, ovvero l”hortus conclusus” nel quale i frati medievali coltivavano le erbe che guariscono da tutti i mali, perché è solo la poesia che può curare il dolore, trasformandolo in preghiera.

Vai alla scheda del libro nel catalogo

Vi invitiamo alla lettura di...