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Il nero che illumina
di Antonio Ottogalli

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Autore:

Pagine:

Anno:

278

Genere:

2020

Il nero che illuminaIl nero che illumina


di Antonio Ottogalli


L’autore, psicologo di professione e pittore con molte mostre al suo attivo, costruisce una storia interessante incentrata su due temi che gli sono familiari: l’autismo e la creazione artistica.

A Francesco, giovane intelligente ma autistico, è concessa come unica forma di comunicazione la creazione pittorica nella quale esprime i suoi sentimenti, i pensieri, tutto il suo mondo interiore.

Se l’autismo è rappresentazione simbolica della solitudine dell’uomo, l’arte è dunque il mezzo che ripristina il contatto con il mondo, che riannoda il filo interrotto, ma perché questo avvenga ci deve essere una sensibilità ricettiva, una voglia di aprirsi all’altro come è nel caso del padre di Francesco che cerca disperatamente un modo per capire il figlio, partendo dal presupposto che in lui ci sia un mondo di pensieri e sentimenti. Si tratta di imparare a riconoscere questo mondo, di osservare Francesco nell’atto della creazione, condividerlo, farsene in qualche modo complice. Solo così i due divengono davvero padre e figlio.

Lo snodarsi della vicenda ci propone anche un altro tema, che diviene centrale nel romanzo. L’amore per un figlio e il dolore di vederlo ingannato e deriso possono far dimenticare a un padre i principi di onestà e rettitudine che hanno fino a quel momento guidato la sua vita? Fargli confondere il bene con il male? La risposta finale è no.
Se per un momento ciò è stato possibile, c’è la coscienza a ristabilire l’ordine giusto delle cose.
Il romanzo si trasforma così in un atto di fede nell’uomo e nelle sue capacità di non tradire la sua dignità e il suo desiderio di giustizia.

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